L’invecchiamento non coinvolge soltanto il corpo, ma anche il cervello dei nostri animali. Con il passare degli anni, cani e gatti possono manifestare cambiamenti cognitivi e comportamentali che influenzano la loro qualità di vita e il rapporto con la famiglia.
Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha approfondito il potenziale di alcune sostanze naturali in grado di sostenere la salute neurologica durante la senescenza. Tra queste, Hericium erinaceus si distingue per le sue proprietà neuroprotettive e per la capacità di supportare i naturali processi di plasticità neuronale, rendendolo uno dei funghi medicinali più interessanti nell’ambito della Micoterapia veterinaria.
Disfunzione cognitiva nel cane e nel gatto: quando l’età cambia il comportamento
Con l’avanzare dell’età, anche il cervello dei nostri animali domestici va incontro a cambiamenti fisiologici che possono compromettere memoria, apprendimento e comportamento. Quando l’invecchiamento diventa patologico si parla di sindrome da disfunzione cognitiva, una condizione sempre più riconosciuta in Medicina Veterinaria geriatrica e che presenta molte analogie con il declino cognitivo dell’essere umano (malattia di Alzheimer).
I proprietari possono osservare segnali come disorientamento, alterazioni del ciclo sonno-veglia, perdita delle abitudini apprese, ridotta interazione sociale, vocalizzazioni notturne, ansia o cambiamenti nelle attività quotidiane.
Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha rivolto crescente attenzione a strategie nutraceutiche e naturali capaci di supportare la salute cerebrale degli animali anziani. Tra queste, un ruolo di particolare interesse è attribuito a Hericium erinaceus, un fungo medicinale ampiamente utilizzato in Micoterapia.
Cos’è Hericium erinaceus?
Hericium erinaceus, conosciuto anche come “Criniera di Leone”, è un fungo medicinale utilizzato tradizionalmente da secoli nelle medicine orientali. Il suo nome comune deriva dal caratteristico aspetto del corpo fruttifero, formato da numerose strutture bianche e pendenti che ricordano una soffice criniera.
Oltre a essere affascinante dal punto di vista estetico, Hericium presenta una curiosa particolarità: le sue lunghe spine bianche richiamano visivamente i villi intestinali, le minuscole estroflessioni che rivestono l’intestino e che hanno il compito di aumentare la superficie di assorbimento dei nutrienti. Sebbene si tratti di una semplice somiglianza morfologica e non di una prova scientifica del suo meccanismo d’azione, è interessante osservare come questo fungo mostri effettivamente una spiccata affinità per la salute gastrointestinale.
Le ricerche hanno infatti evidenziato che Hericium esercita un’importante azione trofica e protettiva sulle mucose dell’apparato digerente, contribuendo al mantenimento della loro integrità e favorendo un ambiente intestinale equilibrato. Questo aspetto assume particolare rilevanza considerando il ruolo sempre più riconosciuto dell’asse intestino-cervello, il sistema di comunicazione bidirezionale che collega il microbiota e il sistema nervoso centrale.
Oggi è considerato uno dei funghi più interessanti per il supporto neurologico grazie alla presenza di composti bioattivi unici chiamati erinacine e hericenoni. Queste sostanze hanno attirato l’attenzione della comunità scientifica per la loro capacità di sostenere la salute del sistema nervoso e favorire i meccanismi naturali di riparazione e rigenerazione neuronale.
Il collegamento con Rita Levi Montalcini e il Fattore di Crescita Neuronale
Per comprendere l’importanza di Hericium è necessario parlare del Fattore di Crescita Neuronale (NGF), una proteina fondamentale per la sopravvivenza e il corretto funzionamento dei neuroni.
NGF è stato scoperto dalla scienziata italiana Rita Levi Montalcini, una scoperta che le valse il Premio Nobel per la Medicina.
Le erinacine contenute nel micelio di Hericium sono in grado di stimolare la produzione endogena di NGF da parte delle cellule gliali del cervello. In altre parole, aiutano l’organismo a produrre autonomamente una sostanza essenziale per mantenere i neuroni vitali, funzionali e capaci di comunicare tra loro.
Questo meccanismo rappresenta uno degli aspetti più interessanti dell’utilizzo di Hericium nel cane e nel gatto anziano, nel supporto dell’invecchiamento cerebrale.
Come Hericium favorisce la plasticità neuronale
Per plasticità neuronale si intende la capacità del cervello di adattarsi, creare nuove connessioni e modificare le reti neuronali in risposta agli stimoli.
Le ricerche scientifiche hanno evidenziato che i metaboliti di Hericium possono:
favorire la crescita dei neuriti, cioè i prolungamenti dei neuroni;
stimolare la differenziazione neuronale;
aumentare la comunicazione tra le cellule nervose;
sostenere la formazione di nuove connessioni sinaptiche.
Questi effetti risultano particolarmente importanti negli animali anziani, nei quali il naturale declino della plasticità cerebrale contribuisce alla comparsa dei segni di disfunzione cognitiva.
Neurogenesi e memoria: cosa ci dicono gli studi
Uno degli aspetti più promettenti emersi dalla ricerca riguarda la capacità di Hericium di stimolare la neurogenesi, ovvero la formazione di nuovi neuroni.
Studi sperimentali hanno dimostrato che gli estratti di Hericium possono aumentare la neurogenesi nell’ippocampo, una regione cerebrale strettamente coinvolta nei processi di memoria e apprendimento.
In modelli animali anziani e fragili, questa azione si è associata a un miglioramento della memoria di riconoscimento e delle prestazioni cognitive.
Sebbene siano necessari ulteriori studi specifici in Medicina Veterinaria, questi risultati suggeriscono che Hericium erinaceus possa rappresentare un valido supporto nutrizionale nei cani e gatti che mostrano segni di invecchiamento cerebrale.
L’importanza dell’asse intestino-cervello
Oggi sappiamo che intestino e cervello comunicano costantemente attraverso il cosiddetto asse intestino-cervello.
Hericium esercita un’importante azione trofica sulle mucose gastrointestinali e contribuisce al mantenimento di un microbiota equilibrato.
Un intestino sano produce meno mediatori infiammatori e favorisce una migliore comunicazione con il sistema nervoso centrale. Questo aspetto è particolarmente rilevante negli animali anziani, nei quali l’infiammazione cronica di basso grado può accelerare il deterioramento cognitivo.
Attraverso il sostegno dell’ecosistema intestinale, Hericium agisce quindi in modo sistemico, supportando indirettamente anche la salute cerebrale.
Hericium e benessere emotivo dell’animale anziano
La sindrome da disfunzione cognitiva non comporta soltanto problemi di memoria. Molti animali sviluppano anche alterazioni emotive e comportamentali come ansia, irritabilità, apatia o cambiamenti nelle interazioni sociali.
Alcuni studi hanno evidenziato che l’Erinacina A è in grado di modulare importanti vie biochimiche coinvolte nella regolazione dell’umore.
Sebbene tali evidenze derivino principalmente da modelli sperimentali, questi risultati suggeriscono un potenziale ruolo di Hericium nel supportare il benessere emotivo degli animali anziani.
Il ruolo di Hericium in Micoterapia veterinaria
La Micoterapia veterinaria utilizza funghi medicinali standardizzati come strumenti di supporto integrato per la salute animale.
In questo contesto, Hericium rappresenta uno dei funghi più utilizzati quando l’obiettivo è sostenere il sistema nervoso e contrastare gli effetti dell’invecchiamento cerebrale.
Spesso viene inserito all’interno di protocolli multimodali che comprendono alimentazione specifica, attività cognitiva, integrazione nutraceutica e gestione ambientale.
L’approccio integrato consente di affrontare il declino cognitivo da diverse prospettive, migliorando la qualità della vita del cane e del gatto anziano.
Non solo Hericium: il ruolo del Reishi nel supporto cognitivo dell’animale anziano
Accanto a Hericium, un altro fungo medicinale che può rivelarsi interessante nel supporto degli animali anziani con disfunzione cognitiva è il Reishi (Ganoderma lucidum).
Conosciuto nella tradizione orientale come il “fungo dell’immortalità”, il Reishi contiene polisaccaridi che agiscono sull’asse intestino-cervello, contribuendo a contrastare il deterioramento cognitivo associato all’invecchiamento e a ridurre lo stress ossidativo.
Inoltre, alcune ricerche suggeriscono una sua capacità di favorire il rilassamento e migliorare la qualità del sonno attraverso la modulazione dei meccanismi GABAergici. Considerando che nei cani e nei gatti anziani con disfunzione cognitiva sono frequenti alterazioni del ritmo sonno-veglia, agitazione e ansia, il Reishi può rappresentare un valido complemento a Hericium all’interno di un approccio integrato di Micoterapia veterinaria finalizzato al supporto del benessere neurologico e della qualità di vita.
Dosaggio di Hericium nel cane e nel gatto: cosa c’è da sapere
Quando si parla del dosaggio di Hericium nel cane o nel gatto, è importante evitare il fai-da-te.
Il dosaggio corretto dipende da numerosi fattori:
- peso corporeo
- età dell’animale
- condizioni cliniche presenti
- eventuali terapie farmacologiche in corso
- concentrazione dell’estratto utilizzato.
Per questo motivo è sempre consigliabile rivolgersi a un Medico Veterinario esperto in Micoterapia veterinaria, che potrà individuare il prodotto più adatto e definire un protocollo personalizzato.
Il dosaggio corretto dipende da numerosi fattori:
- peso corporeo
- età dell’animale
- condizioni cliniche presenti
- eventuali terapie farmacologiche in corso
- concentrazione dell’estratto utilizzato.
Per questo motivo è sempre consigliabile rivolgersi a un Medico Veterinario esperto in Micoterapia veterinaria, che potrà individuare il prodotto più adatto e definire un protocollo personalizzato.
In conclusione...
Hericium erinaceus rappresenta una delle risorse naturali più promettenti per il supporto della salute neurologica nel cane e nel gatto anziano.
Grazie alla sua capacità di favorire la produzione di NGF, sostenere la neurogenesi, promuovere la plasticità neuronale e supportare l’asse intestino-cervello, questo fungo medicinale può contribuire a preservare le funzioni cognitive durante l’invecchiamento.
Pur non rappresentando una cura per la sindrome da disfunzione cognitiva, il suo utilizzo all’interno di un approccio veterinario integrato può offrire un valido supporto per mantenere una migliore qualità di vita e un più sano invecchiamento cerebrale.
FAQ
Se utilizzato correttamente e sotto supervisione veterinaria, Hericium è generalmente ben tollerato da cani e gatti. È comunque importante scegliere prodotti di elevata qualità e formulati specificamente per uso veterinario.
Gli effetti possono variare da soggetto a soggetto. Generalmente gli integratori a base di Hericium richiedono alcune settimane di utilizzo continuativo prima che possano essere osservati cambiamenti significativi.
No. Hericium deve essere considerato un supporto integrativo e non una sostituzione delle terapie prescritte dal Medico Veterinario.
Sì, molti Veterinari esperti in Medicina integrata e Micoterapia veterinaria utilizzano Hericium erinaceus nel gatto come supporto nutraceutico per favorire il benessere cognitivo e neurologico durante l'invecchiamento.
Non esiste un dosaggio universale valido per tutti gli animali. Il dosaggio deve essere stabilito dal Medico Veterinario in base alle caratteristiche individuali del paziente e al prodotto utilizzato.
BIBLIOGRAFIA
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